Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo

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venerdì 26 marzo 2010

Il docente non può svolgere la professione forense contro l’amministrazione scolastica

Un docente con un rapporto di impiego continuativo con la Pubblica Amministrazione non può esercitare la professione di avvocato in cause che vedano come parte la P.A., in generale, e la Scuola, in particolare.
Lo stabilisce l’art. 1, comma 56 bis, della Legge n. 662 del 23 dicembre 1996 e lo ribadisce, con la nota 6133 del 15 marzo 2010, la Direzione Generale per la Sicilia.
Infatti “ai dipendenti pubblici iscritti ad albi professionali e che esercitino attività professionale non possono essere conferiti incarichi professionali dalle amministrazioni pubbliche; gli stessi dipendenti non possono assumere il patrocinio in controversie nelle quali sia parte una pubblica amministrazione".
La legge, tuttora vigente, non consente, quindi, al docente con un rapporto di lavoro continuativo di svolgere l’attività forense in cause in cui una delle parti sia la P.A. o la Scuola.
Un diverso comportamento sarebbe, infatti, contrario agli obblighi di lealtà e fedeltà del pubblico dipendente.
Oltre alla rilevanza sul piano disciplinare, la violazione di tale divieto incide anche sulla validità del contraddittorio ed è rilevabile in ogni fase del procedimento giudiziario e, comunque, dovrà essere eccepita ogni volta che la Scuola è chiamata in giudizio.
A tal fine, la Direzione Generale del Miur invita dirigenti scolastici e UU.SS.PP. ad acquisire, da parte dei docenti che esercitino la suddetta attività, la dichiarazione esplicita di astenersi dall’assumere il patrocinio in cause nelle quali sia convenuta un’Istituzione scolastica statale o l’Amministrazione scolastica.
I comportamenti illegittimi accertati dall’Amministrazione saranno soggetti a procedimento disciplinare, ai sensi dell’art. 69 del D.L.vo n. 150/2009.
Diverso è il caso, invece, del docente a tempo determinato. Recentemente, infatti, il Consiglio Nazionale Forense si è così espresso circa la condizione di un iscritto, il quale, svolgendo l’attività di docente di discipline giuridiche presso un istituto di istruzione secondaria, era stato diffidato dal locale dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale dall’assumere il patrocinio legale di insegnanti o di altro personale della scuola in controversie contro l’amministrazione scolastica di appartenenza:
“Il professionista che svolga l’attività di professore di materie giuridiche presso istituti d’istruzione superiore a tempo definito è iscritto nell’Albo come avvocato del libero foro: per questi la legge non prevede limitazioni dello ius postulandi o rispetto alla possibilità di assumere mandati professionali da parte di qualsiasi cliente (come avviene, di contro, allorquando il docente presti servizio come professore a tempo pieno).
Non vi è dunque alcuna ragione giuridicamente fondata per escludere che l’avvocato possa patrocinare cause nell’interesse degli altri insegnanti”. (Parere 25 novembre 2009, n. 47)
La Commissione Consultiva ha altresì ricordato che l’avvocato ha comunque il dovere deontologico di evitare conflitti di interesse ed è soggetto ad un generale obbligo di riservatezza nell’utilizzo delle informazioni acquisite in dipendenza dal mandato. Pertanto, l’interessato dovrebbe prestare particolare attenzione ad evitare gli incarichi professionali che comportino un concreto rischio di commettere illeciti deontologici. E comunque l’operato del professionista sarà, anche sotto questo profilo, oggetto della vigilanza da parte del Consiglio dell’Ordine competente.
di Lara La Gatta La Tecnica della scuola
26/03/2010

lunedì 22 marzo 2010

Domande di mobilità nella scuola primaria e secondaria di I grado: proroga funzioni POLIS

«L’utilizzo delle funzioni on-line è prorogato eccezionalmente fino alle ore 14.00 del giorno 24 marzo p.v.»

IUniscuola Italia: Ecco la comunicazione del 22 marzo 2010-Prot. n. AOODGPER 3088 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione-Direzione Generale per il personale scolastico

Oggetto: proroga delle funzioni POLIS per l’invio delle domande di mobilità nella scuola primaria e secondaria di I grado.
Per consentire la completa e corretta conclusione delle operazioni di compilazione ed inoltro on line delle domande di trasferimento e di passaggio di ruolo tramite le funzioni POLIS, disponibili ai docenti della scuola primaria e secondaria di I grado per e nell’ambito della stessa scuola primaria e secondaria di I grado, l’utilizzo delle predette funzioni on-line è prorogato eccezionalmente fino alle ore 14.00 del giorno 24 marzo p.v.
IL DIRETTORE GENERALE - Luciano Chiappetta
Per saperne di più, clicca QUi

venerdì 19 marzo 2010

Mobilità Irc, presentazione domande entro il 17 maggio 2010

MOBILITA' DEL PERSONALE DOCENTE DI RELIGIONE CATTOLICA ANNO SCOLASTICO 2010/2011
«Le domande di mobilità devono essere presentate dal 17 aprile al 17 maggio»
«I docenti che intendono chiedere contemporaneamente il trasferimento ed il passaggio devono presentare distintamente una domanda per il trasferimento e una per il passaggio»

IUniScuoLaItalia : Ecco la comunicazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Direzione Generale del personale scolastico -Uff.IV
Prot. n. AOODGPER 2968 del 18 marzo 2010

Oggetto: Trasmissione dell'O.M. n.29 del 18 marzo 2010 prot. n. AOODGPER 2967 relativa alla mobilità del personale docente di religione cattolica per l'a.s. 2010/2011.

Per opportuna conoscenza e norma, al fine di predisporre i necessari adempimenti da parte degli uffici competenti, si trasmette, in allegato alla presente, copia dell’Ordinanza ministeriale n. 29 del 18 marzo 2010 prot. n. AOODGPER 2967, in corso di registrazione, concernente norme di attuazione del contratto integrativo in materia di mobilità del personale, docente, educativo e A.T.A. sottoscritto il 16.2.2010.

Si provvederà a dare tempestiva comunicazione della data di registrazione dell’O.M. suddetta.

Si pregano gli uffici competenti di dare la massima diffusione dell’ O.M. e di comunicare agli uffici interessati che la medesima può essere consultata ed acquisita sul sito Internet e sulla rete Intranet del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Si richiama l’attenzione degli uffici in indirizzo sulla circostanza che il primo anno del triennio per l’attribuzione del punteggio per la continuità ai docenti di religione cattolica decorre a partire dall’a.s. 2009/2010.

Pertanto i docenti interessati potranno fruire di tale punteggio – per la prima volta – nelle domande di mobilità per l’a.s. 2013/2014.

Si ribadisce che, ai fini della qualificazione necessaria per l’insegnamento della religione cattolica, l’ultimo anno utile per il conteggio del quinquennio di cui all’art. 4 comma 6 è l’a.s. 1985/86.

Si ritiene utile, infine, sottolineare che le domande di mobilità devono essere presentate dal personale docente di religione cattolica interessato dal 15 aprile al 17 maggio 2010.
IL DIRETTORE GENERALE f.to - L. Chiappetta -

Allegati
O.M. n. 29 del 2010
Allegato D all'O.M. n. 29 del 2010
Elenco diocesi

martedì 16 marzo 2010

Minori stranieri in Italia non accompagnati














«I Comuni italiani e le politiche di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati:risultati dell'indagine territoriale»«I minori stranieri non accompagnati presi in carico/contattati: quanti sono ,chi sono, da dove provengono, dove vivono?»
IUniScuoLa, Rapporto ANCI 2009:
«Presentazione di Flavio Zanonato-Sindaco di Padova-Vice Presidente dell'ANCI con delega all'Immigrazione
»
«I Comuni italiani e le politiche di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati: risultati dell'indagine territoriale»
«I minori stranieri non accompagnati presi in carico/contattiti: quanti sono ,chi sono, da dove provengono, dove vivono?»

Visualizza per leggere nel dettaglio il"Terzo Rapporto Anci sui Minori stranieri non accompagnati"
BUONA Lettura!!!
Crescono i Comuni che accolgono i minori stranieri non accompagnati.
Alla fine del 2008 sono stati 93 i Comuni che hanno preso in carico l'85% dei minori stranieri non accompagnati arrivati in Italia; una cifra in crescita rispetto al 2006, quando il 75% del totale dei minori contattati o presi in carico era distribuito in 39 realtà comunali.
E' quanto emerge dal "Terzo Rapporto Anci sui Minori stranieri non accompagnati", con un'indagine rivolta a tutti i Comuni italiani, a cui hanno risposto 5.784 amministrazioni, il 71,4% del totale.
Il rapporto e' stato presentato l '11 marzo scorso nella sede nazionale dell'associazione durante una conferenza stampa alla presenza di Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e Vice Presidente dell'ANCI con delega all'immigrazione, Giuseppe Maurizio Silveri, Direttore Generale Immigrazione del Ministero del lavoro e politiche sociali e Presidente del Comitato Minori Stranieri e Mario Morcone, Capo Dipartimento per le Liberta' Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno.
Secondo i dati, sono in aumento sia i comuni che offrono prima accoglienza in strutture di pronto intervento con permanenza breve (da 30 a 51 amministrazioni nel 2008), sia i comuni che gestiscono i servizi nella fase di seconda accoglienza in comunità, case famiglia, ecc. (da 30 a 46, per un totale di 3.841 minori assistiti).
Tra il 2006 e il 2008 la presenza dei minori stranieri non accompagnati è rimasta sostanzialmente stabile in Italia, con un lieve calo dell'8,3%: da 7870 nel 2006, si è passati a 7216 nel 2008. Questo nonostante la flessione tra il 2006 e il 2007, legata al fatto che i minori rumeni e bulgari sono nel frattempo divenuti comunitari.
A prendere in carico i minori non accompagnati sono principalmente le città con più di 100 mila abitanti (47,5%), ma anche i Comuni medi che ne hanno accolti il 23,2%, e quelli medi e piccoli (13,7%).
Il Rapporto evidenzia anche che nel 2008 è diminuito il numero di minori non accompagnati nelle quattro grandi città in cui la presenza è più numerosa (Roma, Milano, Torino e Trieste). Riduzione analoga a Napoli, ed anche nelle città medie quali Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Trento, Cremona e Caltagirone. Il numero dei minori aumenta, invece, a Venezia, Ancona e Bologna, così come in altre città medie quali Ravenna, Pesaro, Macerata e Cividale del Friuli.
L'aumento maggiore ha riguardato i minori originari dell'Afganistan che dal 2006 al 2008 sono quasi triplicati (+170%). Consistenti anche gli incrementi di minori che giungono da Paesi africani instabili o in conflitto (Nigeria, Somalia, Eritrea, ecc.) e dunque potenziali richiedenti asilo, ai quali si aggiungono coloro che provengono dall'Egitto. Questo fatto determina un aumento dei minori non accompagnati nelle zone di frontiera o nelle aree di primo arrivo: Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Sicilia. Queste cinque regioni nel 2008 risultano di fatto interessate dal 50,5% dei minori contattati presi in carico.
Dal punto di vista della ripartizione regionale, il Rapporto rileva come nel 2008 piu' della meta' dei minori, pari al 58% del totale, si e' concentrata in Sicilia, Emilia-Romagna, Lazio e Friuli Venezia Giulia.
I minori non accompagnati presi in carico dai Comuni italiani nel 2008 sono perlopiù di minori di genere maschile (89,7%) poco sotto la maggiore età (il 51,9% ha 17 anni), provenienti soprattutto da Afghanistan, Albania, Egitto, Marocco, e Kosovo.
I dati raccolti ed analizzati hanno confermato l'esigenza di arrivare ad una standardizzazione degli interventi e di passare, sia a livello nazionale sia in particolare in alcune aree critiche del Paese, da una fase emergenziale ad una più strutturata.
A queste esigenze ha dato una prima, importante risposta il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, promuovendo il Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, realizzato dall'Anci in stretto coordinamento con il Comitato Minori Stranieri e avviato nei primi mesi del 2008.
Grazie al programma, è stato possibile sperimentare un sistema coordinato a livello centrale e diffuso su tutto il territorio nazionale che, sostenendo una rete di Comuni nelle attività di pronta accoglienza, ha favorito una migliore gestione del fenomeno e quindi un'accresciuta tutela dei minori stessi, in un'ottica di condivisione di responsabilità e oneri tra amministrazione centrale e autonomie locali.
Lo studio è stato realizzato dall'Anci con i fondi dell'otto per mille della Presidenza del Consiglio dei ministri a diretta gestione statale.
Fonte: Ministero dell'interno

venerdì 12 marzo 2010

D.D.G. 11 marzo 2010–depennamento graduatorie esaurimento personale docente con contratto a tempo indeterminato nelle scuole statali

«Il personale docente ed educativo, iscritto nelle graduatorie ad esaurimento, che ha già stipulato contratto a tempo indeterminato nella scuola statale per posto di insegnamento o classe di concorso è depennato, in applicazione dell’art. 1, comma 4 –quinquies della legge 24 novembre 2009, n. 167 di conversione, con modificazioni, del decreto legge 25 settembre 2009, n. 134, a decorrere dall'anno scolastico 2010-2011, dalle citate graduatorie ad esaurimento e dalle corrispondenti graduatorie di circolo e di istituto di I fascia dove eventualmente sia iscritto».

«Il personale che ha stipulato contratto a tempo indeterminato per l’insegnamento della religione cattolica e che, ai sensi dell’art. 4, comma 1,della legge 186/03, non può chiedere il passaggio ad altro posto o ad altra classe di concorso, ma solo al ruolo del medesimo insegnamento direligione cattolica in diverso settore formativo, non è destinatario del depennamento previsto per il personale di cui al comma 1 che, invece, può fruire dell’istituto della mobilità professionale, a norma del vigente C.C.NL.del comparto scuola, sottoscritto il 29 novembre 2007».

IUniScuola: Ecco D.D.G. 11 marzo 2010–depennamento graduatorie esaurimento