Post

Visualizzazione dei post da ottobre 10, 2020

VITTORIO EMANUELE III IL RE NELLA TEMPESTA (1938-1946)

Immagine
  I fasci littori da tempo affiancavano lo scudo sabaudo anche nelle insegne pubbliche e nella carta intestata di ministeri e di enti territoriali. Ultimo baluardo della Monarchia rimase il tricolore. Il Re rifiutò che vi comparissero simboli di quello che da un decennio era il “partito unico”. Il Re isolato Fra il 1938 e il 1946 l’Italia visse anni convulsi. Il suo cammino proseguì a strappi, per segmenti discontinui, “nave sanza nocchiero in gran tempesta/non donna di Provincia ma bordello”. Tra il comandante della nave, il Re, e il timoniere, il capo del governo, mancavano gli ufficiali di collegamento. Le Camere, autoreferenziali, non svolgevano più il ruolo originario di rappresentanza de Paese reale. Beati allo specchio, i governanti credevano alla propaganda del Ministero della cultura popolare (Min-cul-pop), alle “veline” che essi stessi diffondevano. Apparentemente granitico, il regime si fondava sulla repressione del dissenso, spacciata per consenso, manipolato e prezzo