Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo

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sabato 4 luglio 2009

TRE PRINCIPI PER CAMBIARE LA SCUOLA: AUTONOMIA, MERITO, RESPONSABILITA'

IUniScuola:RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
care e cari,
In occasione dell'avvio del dibattito congressuale, ho creduto di sintetizzare nel documento in allegato quelli che - a mio giudizio - sono i punti di discussione principali sui quali i dirigenti, gli iscritti e gli elettori del Partito Democratico sono chiamati a pronunciarsi, prima delle Primarie di ottobre.
Sarei lieto di ricevere tue critiche e osservazioni.
Nell'attesa, vi porgo i miei più cordiali saluti.
Enrico Morando
SCUOLA:
"TRE PRINCIPI PER CAMBIARE LA SCUOLA: AUTONOMIA, MERITO, RESPONSABILITA'


Nella società della conoscenza, la scuola è il principale strumento per riattivare la mobilità sociale, che si è venuta progressivamente arrestando.

Famiglia e scuola sono le principali agenzie di formazione. Ma la seconda deve essere organizzata con l'obiettivo esplicito di riequilibrare (art. 3 comma 2 della Costituzione) la disuguaglianza di opportunità determinata - per ciascun bambino - dalle diverse capacità delle rispettive famiglie di fornire educazione, formazione e informazione in quantità e qualità adeguate. Una scuola pubblica che ribadisse ciascuno - in esito al corso di studi - nelle rispettive posizioni di ingresso, avrebbe fallito il suo compito. Chi fa parti uguali tra disuguali, in fondo, non fa che confermare i "meno uguali" nelle condizioni di svantaggio precedenti l'azione di redistribuzione.

Al contempo, la scuola italiana non realizza buone performances medie nei livelli di apprendimento dei nostri giovani, come sembra dimostrato - specie nel Sud - dalle indagini PISA sui quindicenni dei Paesi OCSE.

Di qui l'urgenza di una svolta. Anche in questo caso, il governo di centro-destra evoca (voto di condotta, grembiuli) riforme che non sa e non vuole realizzare. Tenta così di mettersi in sintonia con la domanda di una scuola diversa e migliore, anche se - alla fine - restano solo gli effetti di impoverimento dell'offerta formativa provocati dai tagli orizzontali di spesa.

Il PD vuole riorganizzare la scuola attorno a tre parole chiave: autonomia, merito, responsabilità.

Autonomia degli istituti scolastici, innanzitutto. Per la libertà dei percorsi culturali attraverso i quali giungere ad obiettivi standardizzati e verificabili. Per l'effettiva apertura della scuola al territorio e alla società che la circonda, a cui fornire e da cui ricevere contributi materiali e immateriali, così da fare di ogni scuola il centro privilegiato della vita culturale, sportiva, sociale di ogni quartiere e villaggio. Come autonomia di gestione del bilancio. Come possibilità, per il Dirigente d'Istituto, di scegliere liberamente i docenti in un elenco di abilitati.

Riconoscimento del merito di tutti i protagonisti della scuola: studenti, docenti, dirigenti. Attraverso l'istituzione di un Centro Nazionale di valutazione, che sia in grado di registrare il livello di apprendimento di ogni studente in ingresso e in uscita ad ogni passaggio (elementare, media inferiore, media superiore), organizzando i dati in modo da trarne - nel medio periodo - informazioni attendibili sulle performances di ogni Istituto e di ogni docente. Così da poter fondare la carriera di ogni docente - e il suo trattamento economico - sui risultati ottenuti, uscendo definitivamente da un egualitarismo che non ha giustificazione alcuna, poiché premia i peggiori e deprime i migliori.

Infine, responsabilità, per ognuno dei soggetti interessati, nell'occupare gli spazi aperti dalla maggiore autonomia e dal più ampio riconoscimento del merito. Degli studenti e delle loro famiglie, nell'uso delle informazioni disponibili sulle scuole cui iscriversi e sul "valore" dei titoli di studio in esse conseguibili. Degli insegnanti e dei dirigenti, che potranno ambire ad un più forte riconoscimento di ruolo e ad un migliore stipendio, accettando di farsi "misurare" nell'impegno e nei risultati. Delle comunità, che dovranno dimostrare di impegnarsi nella "loro" scuola almeno quanto si impegnano per far vivere la Pro Loco e per fare bella la Festa del Paese e del quartiere. Dei Governi centrali, regionali e locali, cui spetteranno scelte molto impegnative: è giusto, ad esempio, che un bravo maestro elementare o professore delle Medie che accetta di impegnarsi nelle realtà sociali più "difficili", ed ottiene buoni risultati, sia pagato tanto come quello che, quei buoni risultati, li ottiene nei contesti "facili" e tranquilli?"

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