Associazione Istruzione Unita Scuola Sindacato Autonomo

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lunedì 22 febbraio 2010

Cartellino di riconoscimento: IUniScuola, obbligo per i dipendenti della PA

«L'inosservanza della prescrizione verrà valutata secondo i criteri ordinari responsabilità disciplinare con l'irrogazione delle sanzioni in relazione alle violazioni accertate»







I dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attività a contatto con il pubblico sono tenuti dal 13 febbraio scorso a rendere conoscibile il proprio nominativo mediante l'uso di cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro.
E' quanto dispone la circolare esplicativa n.3 del 2010 del ministro Renato Brunetta indirizzata a tutte le amministrazioni centrali e periferiche che intende dare indicazioni più concrete sull'obbligo di identificazione introdotto dall' art. 69 del decreto legislativo n. 150/2009 (Riforma della Pubblica Amministrazione) che persegue l'obiettivo di attuare la trasparenza nell'organizzazione e nell'attività delle pubbliche amministrazioni e comprende tutti i dipendenti pubblici “contrattualizzati”, mentre non riguarda direttamente il personale di cui all'art. 3 del d.lgs n. 165 del 2001.
Ecco la Circolare:
Alle Amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001
OGGETTO: art. 55 novies del decreto legislativo n. 165 del 2001 - identificazione del personale a contatto con il pubblico.
Premessa
L'art. 69 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, ha introdotto nel corpo del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, l'art. 55 novies. Quest'ultima disposizione prevede che "1. / dipendenti delle amministrazioni pubbliche che svolgono attività a contatto con il pubblici sono tenuti a rendere conoscibile il proprio nominativo mediante l'uso di cartellini identificathi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro. 2. Dall'obbligo di cui al comma 1 è esc uso il personale individuato da ciascuna amministrazione sulla base di categorie determinate, in relazione ai compiti ad esse attribuiti mediante uno o più decreti del Presidente del Consig, io dei Ministri o del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, su proposta del Ministro competente ovvero, in relazione al personale delle amministrazioni pubbliche non statali, i previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano o di Conferenza Stato-città ed autonomie locali".
L'art. 73, comma 2, del medesimo d.lgs. n. 150 ha disciplinato l'entrata in vigore della nuova norma stabilendo che "L'obbligo di esposizione di cartellini o targhe identificativi, previsto dall'articolo 55-novies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, introdotto dall'articolo S9 del presente decreto, decorre dal novantesimo giorno successivo all'entrata in vigore del presente decreto. ". La norma, pertanto, è entrata in vigore il 13 febbraio.
Si ritiene utile fornire alcune indicazioni generali sulla portata della disposizione.
Finalità della norma
La norma persegue l'obiettivo di attuare la trasparenza nell'organizzazione e nell'atività delle pubbliche amministrazioni. Essa riprende alcune indicazioni già diramate in via amministrativa e si inserisce nell'ampio contesto delle misure amministrative e normative introdotte nell'ordinamento con il fine di rendere conoscibile e trasparente l'organizzazione e l'izione amministrativa e di agevolare i rapporti con l'utenza (basti ricordare, a titolo di esempio, l'art. 8 della legge 7 agosto 1990 n. 241, che prevede l'indicazione del responsabile del procedimento nella comunicazione di avvio; l'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196, che, disciplinando il contenuto dell'informativa sul trattamento dei dati personali, prevede la comunicazione anche degli estremi identificativi del titolare e del responsabile del trattamento; l'art. 54 del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82, il quale prevede che sui siti internet delle amministrazioni siano pubblicati, tra gli altri, l'organigramma, l'articolazione degli uffici, le attribuzioni e l'organizzi tzione di ciascun ufficio, i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici; l'art. 21 della legge 18 giugno 2009 n. 69, che introduce l'obbligo di pubblicare nel proprio sito internet, tra gli altri, gli indirizzi di posta elettronica e i numeri telefonici ad uso professionale dei dirigenti e dei segretari comi nali e provinciali).
Attraverso l'attuazione della trasparenza, la disposizione persegue l'obiettivo di agevolare l'esercizio dei diritti e l'adempimento degli obblighi da parte degli utenti nonché quello di responsabilizzare i destinatari della prescrizione, i pubblici dipendenti che svolgono attività a contatto con il pubblico, poiché il processo di responsabilizzazione passa anche attraverso la pronta individuabilità del soggetto interlocutore.
Ambito soggettivo
a) Le amministrazioni interessate.
La disposizione si applica nei confronti di tutte le pubbliche amministrazioni di cui all' ut. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165 del 2001. Essa rappresenta esercizio della potestà legislativa esclusiva dello Stato ai sensi dell'art. 117, comma 2. lett. 1) ed m), della Costituzione, come risulta inche dall'art. 74 del d.lgs. n. 150 del 2009, e, pertanto, è immediatamente operante anche per le Regioni e gli Enti locali.
b) Le categorie di dipendenti interessati.
La prescrizione riguarda tutti i dipendenti delle pubbliche amministrazioni soggètti a contrattazione collettiva, mentre non riguarda direttamente il personale di cui all'art. 3 del d.l *s. n. 165 del 2001. Quindi la norma non si applica ai magistrati e agli avvocati dello Stato, ai professori universitari, al personale appartenente alle forze armate e alle forze di polizia, al corpo nazi male dei vigili del fuoco, al personale delle carriere diplomatica e prefettizia e alle altre categorie che, ai sensi del menzionato art. 3, sono disciplinate dai propri ordinamenti. Rimane in ogni caso salva, anche in questi casi, la possibilità per le amministrazioni di adottare direttive e introdurre misur * per consentire una rapida identificazione del personale a contatto con il pubblico, mediante cartel ini e targhe, nel rispetto dei principi di non eccedenza e pertinenza relativi al trattamento dei dati personali (art. 11 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196).
Come stabilisce il comma 2 della disposizione, eventuali deroghe al regime generale possono essere stabilite soltanto per categorie determinate di pubblici dipendenti in relazione ai compiti ad esse attribuiti. Il regime derogatorio quindi è giustificato per circostanze paricolari limitate dal punto di vista soggettivo ed oggettivo. Dal punto di vista formale, le deroghe debbono essere indicate in decreti del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, adotati su proposta del Ministro competente, ovvero, in relazione al personale delle amministrazioni pubbliche non statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regie ni e le province autonome di Trento e di Bolzano o di Conferenza Stato-città ed autonomie locali. Pertanto, in assenza di tali provvedimenti, la norma è vincolante nei confronti della generalità dei dipendenti che operano a contatto con il pubblico.
Il concetto di attività a contatto con il pubblico
Secondo la legge, l'obbligo di identificazione sussiste per i dipendenti che svolgono attività a contatto con il pubblico. Per attività a contatto con il pubblico si intendono quelle svolte in pubblico e luogo aperto al pubblico nei confronti di un'utenza indistinta.
Considerata la varia tipologia di funzioni e servizi svolti dalle pubbliche amministrizioni, l'individuazione delle attività rilevanti è rimessa alla valutazione di ciascuna amministrazione. A titolo esemplificativo, rientrano nel concetto in esame le attività svolte per il pubblico allo sportello o presso la postazione del dipendente, quelle svolte dall'ufficio relazioni con il pubblico, le attività di servizio nelle biblioteche aperte al pubblico, le attività svolte dagli addetti ai servizi di portierato nelle pubbliche amministrazioni, le attività del personale sanitario a contatto con il pubblicc strutture ospedaliere e sanitarie.
Rimane in ogni caso salva la possibilità per le amministrazioni di adottare diret introdurre misure per consentire una rapida identificazione del personale anche se non prepo»to ad attività che comportano il contatto con il pubblico, nel rispetto dei principi di non eccedenza e pertinenza relativi al trattamento dei dati personali (art. 11 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196).
L'identificazione del dipendente
In base alla norma, l'identificazione del dipendente avviene mediante l'uso di "cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro.''. La scelta tra l'una e modalità è rimessa all'amministrazione e sarà effettuata a seconda della tipologia di attività, restando che possono essere adottate contemporaneamente entrambe le modalità e che non è rilevante lo strumento di per sé quanto piuttosto il soddisfacimento dell'esigenza sottesa quello dell'identificazione dell'addetto.
La disposizione individua gli elementi per l'identificazione nel nominativo del dipendente. Si tratta di un contenuto minimo e l'amministrazione può valutare se e quando amare l'identificazione anche attraverso ulteriori elementi soprattutto in riferimento al ruolo del soggetto nell'ambito dell'organizzazione: posizione professionale, profilo, qualifica se dirigente, ufficio di appartenenza. Nel dare attuazione alla norma le amministrazioni debbono tener conto della fi] ìalità della prescrizione, evitando la diffusione di dati personali non pertinenti od eccedenti la finalità (art. 11 del d.lgs. n. 196 del 2003). Così, non sembra rispondere ad un principio di corretto utilizzo (dei dati personali l'indicazione nel cartellino delle generalità del dipendente, complete dell"indie azione della data di nascita. Occorre, infatti, l'individuazione di modalità sufficienti ed adegua e che, salvaguardando il pubblico interesse, evitino di compromettere la sfera personale del soggette
L'attuazione della norma e l'inosservanza della prescrizione
La disposizione si riferisce direttamente ai pubblici dipendenti. Pur essendo questi i soggetti direttamente tenuti all'osservanza dell'obbligo, è chiaro che le amministrazioni di appartenenza debbono da un lato diramare istruzioni operative, dall'altro fornire gli strumenti per l'identificazione ai dipendenti interessati, in modo che la norma venga attuata in maniera uriforme nell'ambito della stessa amministrazione.
L'inosservanza della prescrizione verrà valutata secondo i criteri ordinari responsabilità disciplinare con l'irrogazione delle sanzioni in relazione alle violazioni accertate.
IL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E L’INNOVAZIONE
Renato Brunetta

venerdì 19 febbraio 2010

Lombardia: IUniScuola, ecco il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche approvato







Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Direzione Generale Ufficio IV Via Ripamonti, 85
-20141 Milano

Decreto n. 42 - IL DIRETTORE GENERALE
VISTO il D.P.R. del 18.6.1998, n. 233 “Regolamento recante norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche e per la determinazione degli organici funzionali dei singoli istituti, a norma dell’art. 21della legge 15 marzo 1997, n. 59”;
CONSIDERATO che, in attuazione del D.P.R. 233/98, la Regione ha approvato la D.G.R. n .48116 del 14.2.2000 avente per oggetto “Dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche – Piano regionale sulla base dei piani provinciali ai sensi del d.p.r. 18.6.1988, n. 233, art. 3, c.8”;
VISTE le successive delibere di modifica del Piano;
VISTO il D.M. 12 novembre 1999, n. 271 riguardante le dotazioni organiche dei dirigenti scolastici per l’anno 1999/2000;
VISTO il D.M. 20 dicembre 2000, n. 285 riguardante le dotazioni organiche dei dirigenti scolastici per l’anno 2000/2001;
VISTO il D.M. 15 marzo 2002. n. 33 che definisce la consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici, per l’anno 2001/2002;VISTO il D.M. n.41 del 21 aprile 2008, riguardante la consistenza complessiva delle dotazioni organiche dei dirigenti scolastici a partire dall’a.s. 2008/2009;
VISTA la legge regionale 6 agosto 2007 n. 19 “Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia” che all’art. 7 stabilisce le nuove modalità di programmazione dell’offerta scolastica eformativa;
VISTO il D.M. 25 ottobre 2007, recante la “Riorganizzazione dei centri territoriali permanenti per l’educazione degli adulti e dei corsi serali, in attuazione dell’art. 1, comma 632, della legge 27 dicembre 2006, n. 296” il quale definisce i criteri generali per il conferimento dell’autonomia, di cui al D.P.R. n. 275/99, ai Centriprovinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA);
PRESO ATTO
degli esiti dei lavori del Tavolo Tecnico costituito dalla Regione Lombardia di cui fanno parte l’URS Lombardia, l’ANCI Lombardia e le Province lombarde, per la definizione di procedure e modalità di aggiornamento del Piano regionale di dimensionamento;
VISTA la DGR n.VIII^/11253 del 10/02/2010 avente oggetto "rete delle istituzioni scolastiche in Lombardia ai sensi del D.P.R.n. 233/1998. approvazione del dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche - piano regionale a.s. 2010-2011- sulla base dei piani provinciali"
CONSIDERATA l’esigenza di dare esecuzione al predetto provvedimento regionale, con la predisposizione dei relativi atti amministrativi per la parte di competenza del Ministero della Pubblica Istruzione;
ACCERTATO il rispetto dei parametri previsti dal D.P.R. del 18.6.1998, n. 233 per il riconoscimento dell’autonomia funzionale, organizzativa e didattica, regolamentata dal D.P.R. n. 275/99, attuativo dell’art. 21 della L. 59/97;
VISTI gli schemi di decreto del Presidente della Repubblica recanti norme concernenti il riordino degli istitutitecnici, professionali e dei licei, a norma dell’art. 64, comma 4, del decreto- legge 25 giugno 2008, n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008 n. 133, approvati in seconda lettura il 4.02.2010 dal Consiglio dei Ministri;
D E C R E T A
Art.1) Con effetto dal 1.9.2010, in applicazione della DGR n.VIII^/11253 del 10/02/2010 avente oggetto"rete delle istituzioni scolastiche in Lombardia ai sensi del D.P.R.n.233/199. approvazione del dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche - piano regionale a.s. 2010-2011- sulla base dei piani provinciali", viene ridefinito il dimensionamento delle istituzioni scolastiche come da variazioni contenute nell’allegato A che fa parte integrante del presente decreto
Art.2) Gli Uffici Scolastici Provinciali provvederanno, d’intesa con il Ministero della Pubblica Istruzione, all’adeguamento dell’anagrafe degli istituti di competenza.
Il presente decreto è impugnabile con ricorso giurisdizionale al T.A.R. Lombardia o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rispettivamente entro sessanta o centoventi giorni dalla data di pubblicazione all’Albo e sarà inviato alla competente Ragioneria Regionale per il prescritto visto.
Milano, 16.02.2010

IL DIRETTORE GENERALE f.to Giuseppe Colosio
GP

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domenica 14 febbraio 2010

IUniScuola. Stranieri a scuola, sono 1.000 i progetti per il loro inserimento

Quando parliamo di inserimento degli alunni stranieri nelle scuole lombarde è necessario distinguere tra i servizi (buoni scuola, voucher, mense, trasporti, ecc) che vengono garantiti a loro come lo sono agli alunni italiani, senza alcuna discriminazione, ed invece i progetti che mirano a facilitare la loro integrazione nel nostro contesto linguistico, culturale e sociale. A questo proposito è stato assai prezioso il lavoro fatto dal nostro Osservatorio regionale per la Multietnicità che da dieci anni fornisce, non solo a noi ma a tutta l'Italia, preziosi dati sui quali poi è possibile elaborare le scelte più adeguate".

Lo ha sostenuto l'assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale della Regione Lombardia, Giulio Boscagli, intervenendo questo pomeriggio alla Tavola rotonda, organizzata dalla casa editrice Mursia per presentare alcune sue nuove proposte editoriali realizzate per aiutare i ragazzi immigrati ad apprendere l'italiano e ad inserirsi nel programma di studio. Alla Tavola rotonda ha partecipato anche il direttore scolastico regionale per la Lombardia Giuseppe Colosio.

"In Lombardia - ha detto l'assessore Boscagli - nell'ultimo anno scolastico gli alunni stranieri sono stati 152.000; erano 21.700 dieci anni fa. Un flusso in costante crescita che si prevede debba aumentare quest'anno di circa 8/10.000 nuovi studenti".

Nelle scuole lombarde, dalle materne alle medie, un alunno su 8 è straniero (in media il 12-13% del totale degli alunni). La percentuale è di poco inferiore nelle scuole secondarie di secondo grado (7%).
In media costituiscono il 10% del totale degli alunni lombardi, contro una media nazionale del 6,4%".


"Di fronte a questa realtà - ha affermato l'assessore - il nostro Osservatorio ha censito oltre mille progetti di educazione interculturale realizzati nelle scuole della Lombardia; un numero superiore a quello di qualsiasi altra Regione italiana".

"Il modo migliore per favorire l'inserimento - ha concluso l'assessore - credo comunque sia quello di tener conto delle specificità, non solo dei ragazzi ma anche delle diverse realtà e situazioni. Per quanto riguarda quindi la presenza nelle classi di ragazzi che non parlano l'italiano, condivido la scelta del ministro Gelmini, di stabilire un tetto, anche se, come ha accennato anche il direttore Colosio, questa, penso, debba poi essere lasciata, in ultima istanza e con senso di realismo, alla decisione responsabile della direzione generale regionale".
(Lombardia Notizie) Ln - Milano

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martedì 9 febbraio 2010

Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia : lettera del Direttore Generale «disagio giovanile e scuola»




«un piano di intervento articolato e sistemico, affinché tutti
siano adeguatamente informati»






IUniScuola: Ecco la lettera del Direttore Generale
Ministero dell'istruzione, dell'università e
della ricerca-Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Via G.Ripamonti,85 - 20141 Milano


PROT. N. MIUR AOODRLO R.U.2030 Milano, 9 febbraio 2010

-Ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali
-Ai Dirigenti scolastici
-Alle Associazioni professionali dei Dirigenti e dei docenti
-Alle associazioni regionali dei genitori
-Al FORAG

Cari Dirigenti,Cari docenti,Cari genitori,
i tragici episodi che anche di recente sono avvenuti all’interno delle mura scolastiche richiamano il mondo della scuola nelle sue diverse articolazioni a riflettere sui problemi del disagio che coinvolge sempre più spesso i nostri ragazzi nel delicato momento dell’adolescenza, allo scopo di collegare l’analisi e la definizione più chiara del problema con la ricerca di soluzioni operative.
Rispetto a questi temi l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha avviato da tempo un percorso di confronto e di collaborazione con i diversi attori del proprio territorio con cui condividere strategie d’intervento e strumenti per supportare il lavoro quotidiano dei docenti e sostenere gli studenti che esprimono nelle diverse forme la loro situazione didifficoltà.
Voglio porre all’attenzione delle scuole non solo quanto fin qui è stato
realizzato, ma definire le linee di sviluppo di un piano di intervento articolato e sistemico, affinché tutti siano adeguatamente informati e trovino strumenti per affrontare con il senso di responsabilità necessario anche le situazioni più problematiche.
Nel 2005 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra l’USR e l’Associazione L’AmicoCharly, una ONLUS con riconoscimento giuridico della Regione Lombardia, che si occupa del disagio giovanile con intenti di prevenzione primaria, secondaria e terziaria,riconoscendo tale Associazione quale interlocutore privilegiato in materia di disagio giovanile nell’ambito scolastico.
Nel corso di questi anni L’amico Charly ha promosso iniziative e organizzato servizi mirati per le scuole attraverso l’apertura di uno spazio di ascolto e dialogo con i ragazzi indifficoltà, il supporto per la gestione di situazioni di crisi, la realizzazione di moduli formativi per docenti, la produzione di materiali di approfondimento.
Ho incontrato in questi giorni il Comitato scientifico dell’Associazione
L’Amico Charly insieme ai Dirigenti scolastici dei Licei milanesi in cui
si sono verificati gli ultimi due tragici episodi di suicidio e tentato suicidio per interrogarci sulle possibili strategie da condividerecon voi tutti allo scopo di dotarci di qualche ulteriore strumento per leggere i segnali di un disagio che appare oggi sempre più diffuso e imparare a individuare il possibile rischio.
Anche nelle circostanze di questi giorni è apparso indispensabile che all’interno di ogni scuola si avvii un percorso consapevole di riflessione sulle possibilità di esser colpiti daeventi critici; la letteratura scientifica, l’esperienza degli operatori più qualificati ci dicono, infatti, che è impossibile trovare nessi causali certi di origine sociale, economica o ambientale in quanto tali fenomeni sono diffusi ampiamente e presentano una genesi multifattoriale di difficile previsione.
Rispetto a ciò è apparsa utile l’esperienza, realizzata in alcuni istituti lombardi, della costituzione di un comitato di crisi, uno strumento culturale e preventivo e al tempo stesso operativo che individui una strategia d’azione per la prevenzione e metta a punto un protocollo di intervento per la gestione di eventi traumatici, al fine di evitare errori di comportamento che possano ripercuotersi sui singoli e sulla collettività.
E’ di tutta evidenza quanto sia indispensabile il coinvolgimento e la consapevolezza di tuttigli adulti che costituiscono la comunità scolastica: docenti, personale ATA e genitori. Sarà fondamentale prevedere momenti di riflessione, di confronto e di formazione ad hoc perciascuna di queste componenti, anche attraverso specifici focus group che potranno valersi della presenza di esperti.
Uno degli elementi fondamentali per incidere sulla prevenzione è,infatti, il rafforzamento del rapporto educativo e della gestione del proprio ruolo da parte diciascuno e di tutti.
È emersa più volte, a tale proposito, la necessità di rilanciare alla riflessione di tutti alcuni temi quali la valutazione, il rispetto delle regole
della comunità, la corresponsabilità educativa.
Avvalendoci della consulenza scientifica dell’Associazione L’Amico Charly stiamo avviandola costituzione, a livello provinciale, di Gruppi di intervento che troveranno la loro collocazione in alcune scuole della nostra regione.
Tali “antenne” costituiranno non solo dei punti di monitoraggio dei fenomeni a livello territoriale, ma definiranno anche un modellodi intervento per poter agire tempestivamente nelle situazioni emergenziali. Si prevede che al loro interno possano agire esperti che provengano dal mondo della sanità, della scuola,del mondo accademico e scientifico per poter tenere sotto controllo allo stesso tempo i diversi aspetti-clinici, educativi e culturali- di cui è necessario tener conto in tali situazioni.
Sarà compito anche di tali strutture dare suggerimenti e indicazioni circa percorsi formativi, anche a distanza, per le diverse componenti della comunità scolastica.
Voglio in ogni caso ribadire che la consapevolezza maturata in questi anni nella gestione di situazioni purtroppo anche tragiche mi spinge a ritenere che il percorso intrapreso, anche se indubbiamente ha portato risultati concreti, non possa ritenersi concluso.
Ed in questo senso penso di poter assicurare che la Direzione supporterà tutte le scuole che vorrannocogliere l’opportunità di avviare percorsi formativi, di interscambio, di riflessione sui temi inquestione.
Certo della vostra collaborazione e confidando nel senso di responsabilità con cui sapreteagire per condividere nelle vostre comunità scolastiche il senso di questa mia lettera, colgol’occasione per inviarvi i miei migliori saluti.
Il Direttore Generale Giuseppe Colosio
RIFERIMENTI:Prof.ssa Bruna Baggio
USR per la Lombardia Tel 02 574627208 Mail bruna.baggio@istruzione.it

giovedì 4 febbraio 2010

Regione Lombardia: protocollo d'Intesa, lezioni di protezione civile in classe

«Formare gli insegnanti ed educare i ragazzi lombardi in tema di protezione civile è lo scopo del Protocollo d'Intesa che gli assessori regionali Gianni Rossoni (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Stefano Maullu (Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale) hanno sottoscritto questa mattina con il provveditore di Milano Stefania Pupazzoni, in rappresentanza del Direttore dell'Ufficio scolastico regionale,Giuseppe Colosio»
«Il Protocollo prevede che gli insegnati e gli studenti delle scuole lombarde vengano coinvolti in attività di formazione e informazione in materia di protezione civile con l'obiettivo di promuovere comportamenti civilmente e socialmente responsabili tra le nuove generazioni»
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