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Visualizzazione dei post da aprile, 2020

Sandro Gozi: “Mes? Conte non credibile. La Francia ha un piano, l’Italia no”

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Sandro Gozi è l’italiano più vicino a Macron. Già sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio durante il governo Renzi, Gozi, docente universitario, avvocato, e in precedenza diplomatico, oggi siede al Parlamento europeo come eurodeputato del gruppo Renew Europe/Alde, composto da 98 membri liberali ed europeisti, con gli italiani di Italia Viva (alle elezioni europee del maggio 2019 è stato candidato ed eletto in Francia con la lista del presidente Macron, En Marche, ndr).  TPI  lo ha intervistato in esclusiva. Gozi, che differenza vede tra Macron e Conte in questa fase? Macron sta mostrando molta leadership e lo sta facendo con umanità, umiltà e sobrietà. Non mi sembra che Conte comunichi con la stessa sobrietà e con la stessa calma. È vero che la Francia non è colpita come l’Italia, ma insieme alla Spagna è il paese più colpito dopo l’Italia. Come sta reagendo la Francia all’emergenza Covid-19? L’ultimo discorso di Macron alla nazione va nella direzione giusta:

Il Colera in Canavese

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I l XIX secolo fu caratterizzato da parecchie epidemie che si susseguirono in tempi diversi e si ripeterono in successione. Le ragioni principali dello sviluppo di queste pandemie furono legate, ovviamente, ai notevoli cambiamenti dell’epoca: principalmente allo sviluppo delle comunicazioni tra continenti, all’intensificarsi del commercio con l’Impero Indiano e con l’Asia, alla fuga e al rimpatrio dei coloni europei e al ritorno dei soldati inviati in quei luoghi per le guerre. Quando il colera asiatico fece la sua prima comparsa in Europa nel 1830, era sconosciuto per la maggior parte dei medici e grande confusione regnava nel settore: la scienza medica ferma alle sanguisughe, ai salassi e ai clisteri, imputava a varie cause la diffusione del morbo: ad un terremoto e al successivo uragano, ai venti australi che esercitavano un’influenza sullo sviluppo del morbo; chi sosteneva che il contagio fosse maggiore “dalle vesti” che non dalle persone. E che le donne gravide non veniss